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Venerdì, 10 Febbraio 2012 11:53

Foibe: un esempio di revisionismo storico


Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non sifoibe-governo
deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone.
I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche:
io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.
(Benito Mussolini a Trieste, 1920)

Sono tanti i neo-revisionisti fascisti che da anni, finanziati da istituzioni pubbliche e private, diffondono volumi e volumi su quello che hanno chiamato genocidio di italiani della Venezia Giulia, conosciuto come l'eccidio delle foibe. Fra i tanti un certo Marco Pirina che, militante del FUAN (emanazione universitaria dell'MSI), poi di Lega Nord, Forza Italia e di Alleanza Nazionale, in "Genocidio" del 1995 elencò addirittura 1.400 "infoibati". Tra questi si dimostrò poi che 900 non morirono affatto in quelle circostanze, ma erano partigiani uccisi dai nazifascisti oppure caduti in guerra, e addirittura qualcuno tra questi era sopravvissuto.
Questo è un esempio di ciò che succede nel silenzio di coloro che si definiscono storici "sinceramente democratici", che non sono in grado di opporre a questo attacco alla storia una discussione seria per mettere fine a tutte queste strumentalizzazioni, aiutando ed alimentando, di fatto, la campagna di tutti i media borghesi nella diffusione del nemico pubblico "slavo-comunista". Silenzio che dà per buone le cifre inventate degli "infoibati" e i vari racconti di massacri e genocidi di massa ipotizzati.
Ma questo non deve stupirci dato che, in nome della "memoria condivisa" e della "pacificazione nazionale" è lo stesso centro–sinistra, pieno di storici e intellettuali "sinceramente democratici", ad essere stato promotore delle campagne in ricordo delle foibe.

Ma andiamo con ordine.
Oramai sono otto anni da quando fu istituita la giornata della memoria del 10 febbraio, nella quale ricordare le vittime delle foibe, e da quel giorno svariati gruppi di neofascisti, approfittando di questa situazione–celebrazione, strumentalizzano tale data e cercano di riemergere dalle fogne per ottenere una qualche legittimazione e ricoprire il loro classico e storico ruolo di servi fedeli della borghesia, utili ancor di più in un momento di crisi come questo.

Senza entrare nel merito dell'iter legis, è necessario ricordare come il promotore di questa idea fu lo stesso centro-sinistra, con Piero Fassino in testa, il quale ribadì, nel 2004, la necessità di superare gli ostacoli che rendevano sconosciute le improbabili tragedie e sofferenze per "migliaia" di italiani in Venezia Giulia (Trieste). In pratica allineandosi alle posizioni di tutta la destra "neo-irredentista". Per Fassino e per gli altri "sinceri democratici", il conflitto con la Jugoslavia non fu iniziato dall'Italia con la sua politica di conquista dell'area balcanica, ma fu la stessa Jugoslavia a dichiarare guerra all'Italia e non quest'ultima ad annettere, facendo migliaia di vittime tra i civili, la cosiddetta "provincia di Lubiana" (odierna Slovenia). Si invertono le carte della storia e si giustificano, o non considerano, i crimini delle politiche di espansionismo fascista. Da qui la memoria dell'esodo ed i riconoscimenti agli "infoibati", che per la grandissima parte erano criminali di guerra fascisti, generali e membri dell'esercito fascista, gli stessi che pochi anni prima avevano trucidato le popolazioni jugoslave. Dietro la falsa retorica della "giusta memoria" e il revisionismo strisciante si riabilitano criminali di guerra, fascisti, collaborazionisti, solo perché hanno trovato la morte "per mano jugoslava".

Tutto mostra la chiara volontà di riscrivere la storia e voler cancellare le rappresaglie della VI Brigata Nera "Asara", quella femminile "Norma Cossetto" o quelle della compagnia "mazza di ferro" di Graziano Udovisi. Questo significa dimenticare le decine di migliaia di vittime dell'occupazione italiana dal 1941 al 1943 e quelle delle vendette fasciste a Trieste dal 4 ottobre del '43.
Si dimenticano i 30mila deportati, i 5000 civili massacrati, i saccheggi, gli stupri e i tanti crimini di cui furono autori il reggimento «Istria» di Italo Sauro e la Decima Mas di Junio Borghese che eseguiva gli ordini nazisti.

In una frase, significa riabilitare il fascismo cancellando la storia.

Riteniamo necessario, oltre che opporci a qualsiasi tentativo di revisionismo storico, riportare il fenomeno "foibe" fuori dal mito costruitoci attorno. Molti sono i documenti di storici come Claudia Cernigoi, Giuseppe Aragno e quelli di Alessandra Kersevan che operano in tale direzione.
Ripartire dal numero di infoibati e ristabilire la verità fino alla ricostruzione delle singole storie. Questo per opporsi al revisionismo strisciante, ma anche per contrastare chi pensa, da sinistra, di risolvere il problema scaricando le presunte responsabilità sui "comunisti croato-sloveni" (virgolettato perché l'unico comunista è internazionalista e non diviso secondo logiche di nazionalità) sanguinari e cruenti, diversi da quelli buoni e belli italiani, come se la questione fosse di "nazione", ed opporsi anche a chi scrive la Resistenza solo come lotta di liberazione nazionale e non come lotta di classe.
Ricordare la storia ed avere la giusta memoria significa proteggere il nostro futuro.

Anche l'Europa ha adottato una posizione, seppure completamente opposta a quella della politica istituzionale italiana, ratificando nel 2009 la risoluzione che, dimenticando chi realmente liberò l'Europa dal nazifascismo, mira all'equiparazione tra comunismo, fascismo e nazismo spianando la strada al "reato d'opinione", per limitare la ricerca storico-scientifica e proibire certe opinioni politiche.

Giorno dopo giorno, i media usano ogni pretesto per riscrivere la storia del '900, concentrandosi in modo particolare sul fascismo e sugli eventi che hanno portato alla sua caduta. Manipolando i mezzi d'informazione riscrivono la storia a loro piacimento, facendo passare le truppe d'occupazione fasciste in Libia, Etiopia, Somalia, Eritrea, Grecia e Jugoslavia come eroi.
Impedire che i neo-fascisti (quelli al potere e non) si approprino della memoria storica, tentando di cancellare la resistenza di tutti quei popoli che hanno combattuto in nome della liberazione, è un nostro dovere. Oltre 300.000 Jugoslavi sono morti per mano del regime nazifascista e l'Italia non ha punito nessuno dei suoi generali per i massacri nei Balcani, né tanto meno istituito una "giornata della memoria" per le vittime della guerra. La RAI, servizio pubblico di informazione, da anni trasmette la fiction "Il cuore nel pozzo", caso emblematico di revisionismo storico dove vengono completamente ribaltate la realtà e le cifre, rifiutandosi però di trasmettere documentari come "Fascist Legacy" sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale, la cui veridicità e correttezza storiografica invece è confermata. Questo piccolo esempio, uno dei tanti casi di manipolazione dell'informazione e ribaltamento della storia, ci fa capire come la storia, e la narrazione di quest'ultima, è utilizzata per il cambiare l'interpretazione del presente.
Come scriveva George Orwell nel suo romanzo distopico "1984": "Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato."
Questa riscrittura della storia è funzionale a diversi obiettivi, quali la creazione di stereotipi nazionalisti, neofascisti, xenofobi, razzisti, anticomunisti, antipartigiani.
Questi stereotipi riabilitano, nello stesso tempo, i nuovi fascisti (oggi mascherati da 'democratici' e da 'bravi ragazzi'), criminalizzando, invece, chi non si piega al revisionismo e al sistema che lo produce.

Iniziare a riappropriarsi della verità ed opporsi ad ogni tentativo revisionista, significa utilizzare questi momenti anche per ricordare come lo Stato da sempre ha saldato i suoi apparati repressivi con gli ambienti neofascisti con l'unico obiettivo di frenare le lotte operaie e studentesche che si oppongono ad un sistema basato sullo sfruttamento e sul profitto di pochi (leggi: capitalista): dalla strage di Piazza Fontana, passando per gli innumerevoli omicidi di Stato, fino alla recente uccisione dei due fratelli senegalesi per mano di un neofascista di CasaPound.
Tutto ciò alimenta ancora di più quel clima di intolleranza e razzismo creato ad arte dai padroni che tentano, nell'operazione di equiparazione tra fascisti e antifascisti, di sdoganare la questione come se si trattasse di una questione di "bande".

GIUSTA MEMORIA PER DIFENDERE IL NOSTRO FUTURO!
CONTRO REVISIONISMO STORICO E STRUMENTALIZZAZIONI FASCISTE!

Ruggine
penna di velluto
lecca il livido inchiostro
fango rapido
colpire la memoria
riscrivere la storia...
- Canzone degli Africa Unite-

alcuni link utili e citati nel testo:

Il documentario "Fascist Legacy" (durata: 45 min circa):
http://www.youtube.com/watch?v=QBZT-9f-bIk parte 1
http://www.youtube.com/watch?v=1JT0nq3bS-w parte 2
http://www.youtube.com/watch?v=qyhI_52noN8 parte 3
http://www.youtube.com/watch?v=8xMw-Gzn3qU parte 4
http://www.youtube.com/watch?v=byNq8jm0v-o parte 5

Intervista alla Kersevan: http://www.youtube.com/watch?v=OS7j_SGuWEw
"Operazione foibe a Trieste", il libro di Claudia Cernigoi (testo completo): http://www.cnj.it/foibeatrieste/
La questione delle foibe sul blog del prof. Giuseppe Aragno: http://giuseppearagno.wordpress.com/tag/foibe/
Ultima modifica il Mercoledì, 15 Febbraio 2012 22:47