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21 OTTOBRE: GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE E INTERNAZIONALE CONTRO LA GUERRA



 

Nella giornata di Sabato, in tutta Italia, ci saranno numerose manifestazioni costruite ed organizzate attorno al tema del contrasto alla guerra.

Da più di un anno la guerra tra NATO e Russia in Ucraina ha sancito che la tendenza alla guerra è il principale esito dei mutamenti dettati dal processo storico di crisi del sistema capitalistico.

Tutte le principali potenze internazionali si rendono protagoniste di un'allarmante corsa al riarmo, con conflitti che si sviluppano su vari territori e a varia intensità.

Le violenze dell'occupante s1onist4 nei confronti del popolo P4lest1nes& non sono che gli ultimi focolai di una situazione globale sempre più esplosiva e ingovernabile.

Una situazione di amplificazione ulteriore di massacri che colpiscono il primo luogo le popolazioni civili.


In Ucraina e in Palestina, in tante altre parti del mondo , stiamo assistendo ad una vera e propria carneficina.


Per questi motivi abbiamo lanciato, da più di un anno a questa parte, una processualità politica di lunga durata che veda nella guerra il principale campo di lotta dei movimenti di classe e anticapitalisti.


Sin dal convegno del 16 Ottobre 2022 a Roma, passando per le manifestazioni tenutesi nell'ultimo anno, e arrivando all'assemblea nazionale dell'11 Giugno a Roma, abbiamo costruito un blocco che si opponesse in maniera chiara e netta alla guerra inter-imperialista.

Un processo che individui come prioritario fronte di contrasto a questi conflitti e alla generale tendenza alla guerra, la ricostruzione complessiva di un movimento di lotta internazionalista guidato dalla classe lavoratrice e sfruttata.

Movimento che sappia battersi contro le politiche governative di guerra interna ed esterna di tutti i paesi della catena imperialista.

Politiche del governo Meloni che scaricano i costi economici e sociali della guerra su studenti, disoccupati e lavoratori, e che fanno dell'economia di guerra e della politica dell'arruolamento le caratteristiche di un esecutivo o sempre più ideologicamente aggressivo nei confronti dei proletari.


Non c'è alcuna pace nel sostegno all'invio di armi in Ucraina; non c'è alcuna pace nel sostegno al presunto antimperialismo degli imperialismi russi e cinesi, così come non c'è, evidentemente, nell'adesione alla NATO e nel sostegno all'occupazione sionista.

L' unica possibilità per la pace è un'alleanza internazionale del proletariato che ponga la guerra in termini sociali verso il nemico di classe di governi e padroni.

Una pace che oggi è sostenuta dalla stragrande maggioranza della popolazione anche in Italia, nonostante la sistematica operazione di occultamento operata da governo e mass-media.


Dinanzi a tutto ciò non possiamo restare in silenzio, rassegnati, fermi.

Quello che si avvicina sarà un weekend di lotta.


Venerdì 20 ottobre ci sarà una nuova giornata di protagonismo di classe che pone l'arma dello sciopero al centro dell'indizione contro guerra ed economia di guerra fatta da gran parte del sindacalismo di base (SI Cobas, SGB, CUB, etc).


Sabato 21 Ottobre sarà invece una giornata in cui in diverse città sono organizzate mobilitazioni contro la guerra.

Ghedi, Pisa, Palermo - a seguito di queste chiamate anche altre mobilitazioni a carattere territoriali si sono sviluppate- diventano riferimento per dare vita ad un vero movimento contro la guerra.

Un momento di mobilitazione nazionale sostenuto anche da organizzazioni proletarie a livello internazionale che accrescono ulteriormente la rilevanza della giornata.


Crediamo che sia fondamentale che queste manifestazioni diventino riferimento complessivo per il contrasto alla guerra e alle politiche imperialiste, e le sosterremo con la nostra posizione internazionalista e di classe, con particolare centralità alla manifestazione di Ghedi che racchiude per noi la necessità di lotta verso l'imperialismo italiano e le sue basi e per il suo carattere marcatamente operaio.


No all’invio di armi in Ucraina!

Basta economia di guerra e sanzioni, che fanno pesare il costo della guerra sulle spalle della classe lavoratrice! Lottiamo contro il governo Meloni, l’imperialismo italiano e la NATO!

Lottottiamo contro l’intensificarsi della propaganda nazionalista!

Facciamo avanzare la consapevolezza che per lottare contro la guerra bisogna rompere la pace sociale e alzare la testa contro il governo Meloni e tutte le politiche antipopolari che promuove!


Proletari di tutto il mondo uniamoci!

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