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MOLTIPLICARE LE INIZIATIVE CONTRO LA BARBARIE IMPERIALISTA!

Sciopero del 20 ottobre, mobilitazione del 21 contro la guerra e del 28 per la Palestina



 

La guerra è la cornice e l' elemento di fondo della fase che stiamo vivendo ed è per questo che da tempo lavoriamo per rafforzare l'iniziativa di classe internazionalista contro le guerre del capitale in corso e quelle in preparazione. Un rafforzamento che passa in primis tramite un maggiore radicamento nella classe lavoratrice e nei movimenti sociali.


Lo sciopero del 20 Ottobre e le mobilitazioni nazionali del 21 Ottobre sono state convocate, costruite e infine caratterizzate dalla denuncia della guerra tra NATO e Russia in Ucraina come guerra inter-imperialista. Abbiamo convintamente sostenuto gli attivi scioperi messi in campo dai lavoratori e dalle lavoratrici del SI Cobas, con il coinvolgimento diretto di una solidarietà di classe diffusa tra giovani e disoccupati presenti ai picchetti ai magazzini. Un segnale di unità che crediamo importante e che ha dato una dimensione trasversale allo sciopero che sempre più deve partire dai soggetti di classe organizzati per influenzare quella parte di società assopita e asservita al sindacalismo confederale o al sentimento di sconfitta che impera da decenni.


Abbiamo attraversato le mobilitazioni contro la guerra del 21 Ottobre con una cornice unitaria, partecipando in massa alla manifestazione di Ghedi, inviando una nostra delegazione a Palermo.


Di fronte allo scenario bellico sempre

più globale, pensiamo sia necessario costruire una mobilitazione ampia e diffusa.

Abbiamo sostenuto l'opzione che il 21 Ottobre potesse viaggiare verso questa necessità e oggi ne siamo ancora più convinti: un movimento contro la guerra oggi è necessario. Senza negare o nascondere le differenze delle piattaforme in campo, riteniamo importante mantenere aperto il dialogo tra le piazze e tra quanti, in aumento anche se ancora insufficiente, si stanno muovendo contro la guerra.


I drammatici sviluppi degli ultimi tempi in Palestina hanno imposto, volutamente e necessariamente, una presa di posizione collettiva contro la decennale e sanguinaria guerra colonialista che lo stato di Israele conduce per cacciare dalla sua terra il popolo palestinese con l’appoggio unanime e la protezione di Washington, Bruxelles e Roma e di gran parte delle potenze occidentali. A questo proposito è stato importantissimo il corteo di Roma di Sabato 28, quando decine di migliaia di persone hanno dato ossigeno, speranza e fiducia alla possibilità di ritornare contro i piani criminali dell'imperialismo. Una piazza dove imperava un sincero sentimento pacifista che si è fatto sintesi nel sostegno al popolo Palestinese.


Da più di un anno, dal convegno del 16 Ottobre a Roma dell' anno scorso, passando per la manifestazione nazionale a Roma del 4 Dicembre e l'assemblea nazionale a Milano dell' 11 giugno, sosteniamo la necessità di costruire un movimento contro la guerra e un punto di vista disfattista e che denunci chiaramente la natura inter-imperialistica del conflitto in Ucraina e la generale tendenza alla guerra che si sta manifestando con sempre più concretezza in questi mesi.


Siamo convinti che non ci sia nessuna prospettiva di un’altra Italia, sganciata da USA e Nato, alla testa di un’area capitalistica euro-mediterranea, oppure parte dei Brics allargati. Lo scenario del multipolarismo, che si sta delineando dopo almeno 3 decenni di dominio statunitense, sta esacerbando una conflittualità inter-imperialista che scarica sulla classe lavoratrice e sulle vittime civili la diffusione degli scenari di guerra nel mondo.


Mentre CGIL-UIL si avviano ad un non-sciopero generale, diviso per aree regionali e disarticolato per categorie e che sancirà un sostanziale via libera alle decisioni che il governo prenderà in termini di manovra finanziaria, l’impatto delle guerre in corso anche qui in Italia sulle nostre condizioni di vita non potrà che diventare ancor più pesante. Il taglio del Reddito di Cittadinanza, l'opposizione a qualsiasi ipotesi di garanzia di un salario minimo, l'aumento dell'inflazione e del carovita, le continue regalie alle imprese, il progetto di autonomia differenziata, l'enorme spesa militare ai danni di quella sociale caratterizzano la manovra finanziaria del governo. Contro questa finanziaria e contro questo governo serve un vero sciopero generale, che blocchi la produzione e che metta al centro della scena la classe lavoratrice, ad oggi globalmente spettatrice passiva di queste misure, e solo in alcune punte capace di fermare i piani dei padroni. L'urgenza di opporsi alla misura finanziaria sarà per noi la base per ipotizzare una manifestazione nazionale a Napoli su questi contenuti.


Nel frattempo riteniamo necessario, con ancor più forza, mobilitarci in ogni occasione contro l'economia di guerra ed auspichiamo di farlo in coordinamento con tante forze sindacali, sociali e politiche che vogliano rafforzare una linea internazionalista che si traduca realmente in un una giornata internazionale di lotta contro le guerre del capitale. Ci impegneremo per continuare ad essere presenti nelle iniziative contro il genocidio che lo stato di Isr43l3l spalleggiato da Usa e UE, intende compiere a Gaza per arrivare alla “soluzione finale” della questione Palestinese tramite un massacro di masse ed una nuova Nakba verso l’Egitto.


Rilanciamo parole d'ordine chiare:

- No all’invio di armi in Ucraina!

- Basta economia di guerra e sanzioni, che fanno pesare il costo della guerra sulle spalle della classe lavoratrice!

- Lottiamo contro il governo Meloni, l’imperialismo italiano e la NATO!

- Lottiamo contro l’intensificarsi della propaganda nazionalista!

- Fermiamo il genocidio del popolo Palestinese!


Facciamo avanzare la consapevolezza che per lottare contro la guerra bisogna rompere la pace sociale e alzare la testa contro il governo Meloni e tutte le politiche antipopolari che promuove! Proletari di tutto il mondo uniamoci!

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