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NESSUNO PUÒ INQUINARE LA LOTTA DEI DISOCCUPATI, PRESIDIO DI REALE DEMOCRAZIA E TRASPARENZA IN CITTÀ!

volano con cui rilanciare una battaglia per la nostra emancipazione collettiva


 

Il movimento dei disoccupati napoletano, recentemente allargatosi oltre la storia sigla dei 7 Novembre, insieme con i disoccupati della 167 Scampia, è oramai da anni tra le principali lotte presenti in città e su tutto il territorio nazionale.


Una battaglia fatta di centinaia di momenti di piazza, incontri, assemblee, giornate di sportelli, momenti pubblici, che hanno reso il movimento tra le realtà sociali più attenzionate del paese.


Negli ultimi tempi abbiamo accolto con cauto entusiasmo la possibilità di ulteriori passi in avanti per la vertenza dei disoccupati. Un avanzamento che ha generato interessi e attenzioni perché oggettivamente il movimento di lotta è diventato il viatico più trasparente, democratico e orizzontale per chi necessita di un lavoro stabile e sicuro nella nostra città.


In queste fasi diventa sempre più importante sottolineare le caratteristiche che ha sempre espresso il movimento: la lotta dei disoccupati è una battaglia che da anni vede protagonisti i disoccupati di lunga durata contro la loro condizione di inoccupati. È una battaglia che ha portato questa problematica a tutti i livelli istituzionali, locali e nazionali, rivendicando la necessità di un lavoro nei confronti delle componenti dello stato, l'ente preposto in tutte le sue diramazioni a garantire la possibilità di un accesso al salario a chi ha bisogno di un sostentamento reale. Una battaglia che negli anni ha visto proposte, dalle istituzioni stesse, una serie di possibilità di soluzione della vertenza della platea dei disoccupati organizzati, che lo stesso movimento ha valutato passo dopo passo come positive o meno per una soluzione concreta almeno della platea configuratasi in questi anni. Queste possibilità sono state paventate dalle stesse istituzioni e il movimento ha sempre valutato sulla base dell'effettiva possibilità che queste soluzioni potessero favorire l'uscita dalla condizione di disoccupazione e precarietà centinaia di persone. A vario titolo, giornali e altre diverse forze cittadine, hanno provato ad inquinare questa battaglia (tra le varie dicendo che il percorso rappresenta una corsia preferenziale rispetto ad altri).


Da una parte è chiaro, e messo nero su bianco in decine e decine di verbali dagli stessi organi statali, che c'è un interlocuzione che va avanti da anni riguardo alle possibilità prima delineate, dall'altro è necessario chiarire ulteriormente che queste possibilità sono quelle che le istituzioni propongono per risolvere la problematica sociale portata avanti dal movimento.


Le lotte sociali da una parte pongono delle problematiche a livello generale, dall'altra necessitano della possibilità di soluzione concreta del problema posto.


I disoccupati organizzati sono un presidio di lotta che nella sua dimensione pubblica ha garantito la trasparenza e la reale democrazia che lo ha contraddistinto in questi anni. Contro affarismi e clientelismo, meccanismi che ben conosciamo in una città come Napoli, il movimento dei disoccupati ha rappresentato l'altra faccia della città: quella dei bisogni che si trasformano in lotta e organizzazione. A tutti coloro i quali provano ancora oggi, dopo 8 anni, ad inquinare il percorso di questo movimento, è perché forse preferiscono questi meccanismi classici che permettono di mantenere, con favoritismi e raccomandazioni, posizioni di potere che proprio la lotta dei disoccupati è riuscita duramente a rompere.


Una prospettiva, quella tracciata da questa dura battaglia, che potrà porre non solo la soluzione vertenziale della problematica lavorativa per centinaia di disoccupati, ma che dovrà porsi sul terreno di aprire una nuova stagione di conflittualità cittadina contro la precarietà e il carovita, perché la vertenza dei disoccupati dovrà divenire solo il volano con cui rilanciare una battaglia per la nostra emancipazione collettiva.


Saremo al fianco del movimento contro qualsiasi tentativo che ostacoli il percorso di lotta

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