top of page

SCONTRI A NAPOLI CON I DISOCCUPATI? LA VIOLENZA SONO 8 ANNI DI RISPOSTE MANCATE!

La lotta dei disoccupati è la lotta di tutti e tutte noi!


 

Nella giornata di ieri, dopo nuovi incontri ministeriali a Roma, il movimento dei disoccupati organizzati è sceso in piazza a Napoli, in attesa di nuove risposte dalle istituzioni competenti agli impegni presi riguardo la vertenza di lotta per il lavoro. I disoccupati e le disoccupate aspettavano una comunicazione ufficiale che sciogliesse gli urgentissimi nodi della vertenza per consolidare un primo passaggio concreto. Dinanzi all’ennesimo rinvio a data da destinarsi, è partito un corteo determinato e rabbioso per la città che ha resistito alle continue provocazioni della celere, la quale ha tentato in tutti i modi di sbarrare il passo al corteo spontaneo.


Solo il successivo arrivo di nuove comunicazioni da Prefettura a Comune ha permesso di allentare la tensione per una platea che non può piú permettersi di aspettare ulteriormente.


Il movimento dei disoccupati napoletano, recentemente allargatosi oltre la storica sigla dei 7 Novembre, insieme con i disoccupati della 167 Scampia, è oramai da anni tra le principali lotte presenti in città e su tutto il territorio nazionale. Una battaglia fatta di centinaia di momenti di piazza, incontri, assemblee, giornate di sportelli, momenti pubblici, che hanno reso il movimento tra le realtà sociali più attenzionate del paese e a cui tanti e tante guardano come esempio da seguire.


Contro affarismi e clientelismo, meccanismi che ben conosciamo in una città come Napoli, il movimento dei disoccupati ha rappresentato l'altra faccia della città: quella dei bisogni che si trasformano in lotta e organizzazione. Tutto questo fa paura ai padroni e alle istituzioni: proletari e proletarie, molti/e dei/delle quali hanno conosciuto anche la realtà del carcere, oggi scelgono la via della lotta per campare dignitosamente uscendo dalla trappola della marginalità.


Nella lunga battaglia dei disoccupati nella lotta per il lavoro e la garanzia di un salario, oggi si lega a doppio filo alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici per la diminuzione della giornata lavorativa a parità di salario, il superamento del lavoro salariato e degli attuali rapporti di produzione.

E, nel fuoco della lotta di classe, tanti e tante dei/delle disoccupati/e decidono da tempo di partecipare non solo alle lotte per il lavoro ma anche ai cortei per la salute, alle iniziative contro il carcere e contro il carovita avendo ben inteso che la propria vertenza e lotta, senza collegarsi ad altre vertenze e alla lotta complessiva contro l’attuale sistema economico e produttivo, sarà destinata all’inconcludenza e alla sconfitta.

Un insegnamento da cui dovrebbe prendere esempio ogni lotta e vertenza.


Ci aspettiamo che una nuova macchina del fango si scagli contro le presunte violenze dei disoccupati.

Ma a quale violenza si assiste se da 8 anni le istituzioni competenti si rimpallano responsabilità, non dando soluzioni ad una platea di disoccupati che conta oramai centinaia e centinaia di aderenti? Qual è la violenza se nel frattempo ogni possibilità di arrangiare viene contrastata dalle leggi dei governi che tagliano sussidi, non intervengono di fronte all'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità? La violenza è quella di uno Stato e di un sistema che costringe le persone alla marginalizzazione e all'emarginazione.


Saremo al fianco della lotta dei disoccupati contro qualsiasi tentativo che ostacoli il loro percorso e contro ogni attacco che subiranno dagli apparati repressivi.

Chiediamo a tutte le realtà che lottano contro la repressione e per il miglioramento delle condizioni di vita generali, di sostenere il movimento dopo le cariche di ieri.

Portiamo la nostra solidarietà all’assemblea convocata dai disoccupati e dalle disoccupate alle ore 17 a via Mezzocannone 16.


3 views0 comments

Comentários


bottom of page